venerdì 6 novembre 2009

IRAN, IL RUOLO DELLE DONNE NELLE PROTESTE DEL 4 NOVEMBRE, GIORNATA DELLO STUDENTE














La manifestazione di fronte all'ambasciata russa con slogan: "l'ambasciata russa è il covo delle spie"!

mercoledì 4 novembre 2009

iran: duri scontri a Teheran tra i manifestanti e le forze della sicurezza. Manifestanti gridavano: "Obama o con o con il dittatore"

ARRESTATA LA MAMMA DI NEDA
Mehdi Karubi, ex candidato arrestato e picchiato
I FERITI VENGONO CURATE NELLE CANTINE IN TIMORE DELLE RITORSIONI DELLA sEPAH pASSDARAN
LE CARCERI EXTRACOLME DI PERSONE ARRESTATE
GLI ARRESTATI SOTTOPOSTI ALLE PIU' DISUMANE MISURE DI DETENZIONI
I manifestanti gridavano:"Hoosei Barak Obama o con noi o con il regime dei mullah"

Un significativo slogan dei manifestanti: Obama, Obama O con noi O con loro(I mullah,ndr)


Manifestazioni all'interno del campus universitario di Teheran

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I manifestanti calpestano il ritratto del capo supremo Ali Khamenei


slogan dei manifestanti: "Iran verde e prosperosa non vuole la bomba atomica"



un breve filmato sulla feroce attacco delle forze Basiji contro i cittadini di Teheran

Un breve filmato delle manifestazioni di oggi a Teheran

un breve filmato sul soccorso della popolazione nelle cantine delle abitazioni, prestato ai manifestanti feriti durante gli scontri

mercoledì 4 novembre 2009
DURI SCONTRI TRA GLI STUDENTI E LE FORZE DI SICUREZZA
Secondo le informazioni appena giuntemi dall'Iran sono in corso numerose manifestazioni di protesta contro il regime di Ahmadinejad, I manifestanti scandiscono gli slogan "Morte al dittatore, morte a Khamanei". Ci sono stati numerosi scontri tra i manifestanti e le forse basiji che hanno aggredito la gente coi bastoni, coltelli, asce e pallottole. Ci sono stati numerosi feriti e morti. Gli ospedali di Teheran sono colmi di feriti. La Sepah Passdaran si trova in uno stato d'allarme rossa e ha mobilitato tutte le sue forze a disposizione. Le strade di Teheran sono diventate dei campi di battaglia tra la gente e i Passdaran ceh sparano sui manfestanti. Il carcere di Evin è stracolmo di ragazzi arrestati stamattina.
karimi davood

martedì 3 novembre 2009

ROMA, PIAZZA BARBERINI, MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA' CON GLI STUDENTI IRANIANI


Nella foto: sulla lavagna "nostro appuntamento il 4 novembre; noi siamo figli dell'Iran"

"MORTE AL DITTATORE, VIVA LA LIBERTA' E LA DEMOCRAZIA IN IRAN"

Associazione giovani iraniani in Italia in occasione della giornata degli studenti, 13 aban( calendario iraniano), ha organizzato per domani una manifestazione di solidarietà con gli studenti e con la grande rivolta popolare. La manifestazione si terrà a Roma in piazza Barberini alla quale hanno aderito Associazione donne democratiche e associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia.
La data 13 Aban, 4 novembre è uno storico appuntamento annuale in cui si commemora il ricordo di decine di studenti di Teheran caduti sotto le pallottole del regime dello Scià.
Associazione Giovani iraniani in Italia
Orario: dalle 14 alle 16
Luogo: Roma Piazza Barberini

lunedì 2 novembre 2009

IRAN:GASPARRI,COMUNITA’INTERNAZIONALE FACCIA LUCE SU VAHIDNIA


Nella foto il presidente Gasparri

nella foto lo studente iraniano Mahmoud Vahidnia che ha sfidato Khamenei
INTERVENTO PUBBLICO DEL PRESIDENTE GASPARRI A FAVORE DELLO STUDENTE IRANIANO CHE HA SFIDATO IL CAPO DEL REGIME DEI MULLAH AYATOLTERRORE ALI KHAMENEI
(AGI) - Roma, 2 nov - “Chiederemo in Parlamento al governo italiano di attivarsi con immediatezza nell’ambito della comunita’ internazionale perche’ si faccia luce sul caso di Mahmoud Vahidnia, lo studente iraniano da cui non si hanno notizie dopo un suo pubblico intervento alla presenza dell’ayatollah Ali Khamenei”. Parla il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

“Vogliamo sapere con urgenza - incalza Gasparri - se Vahidnia e’ libero o detenuto, perche’ la sua iniziativa assuma un grande valore simbolico nell’impegno della comunita’ internazionale per la liberta’ dell’Iran. Anzi, da questo punto di vista si deve fare di piu’. Non e’ accettabile che mentre Ahmadinejad prepara armi nucleari ed annuncia la distruzione di Israele, all’interno dell’Iran si reprima con violenza ogni tipo di dissenso. Ci sono gia’ stati episodi che probabilmente la comunita’ internazionale ha sottovalutato. Bisogna fare di Mahmoud Vahidnia un simbolo della liberta’ ed assumere immediate iniziative su questa vicenda, anche mettendo in discussione i rapporti politici e diplomatici con l’Iran la cui condotta diventa ogni giorno piu’ intollerabile. Cosa fanno le organizzazioni internazionali? Dove sono le organizzazioni che spesso polemizzano perfino con le politiche per la sicurezza italiane? Perche’ tacciono e non agiscono? Le nostre iniziative nel Parlamento italiano serviranno a stimolare non solo il nostro governo, ma tutti coloro che hanno a cuore le ragioni della liberta’”. (AGI
Karimi Davood: un caloroso ringraziamento al presidente Gasparri da parte dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia per il suo impegno a favore dei diritti umani in Iran.
Grazie presidente!

domenica 1 novembre 2009

Scomparsa la poetessa Alda Merini



Le nostre più profonde condoglianze al popolo italiano per la scomparsa di Alda Merini, una delle più grandi poetessse dell'900.

LA DOLOROSA STORIA DELLA DONNA IMPICCATA DUE SETTIMANE FA


Soheila Ghadiri (Khorshid), impiccata due settimane fa nel carcere di Evin
La vera storia di Soheila Ghadiri impiccata recentemente.
Il racconto dello zio pubblicato in un sito iraniano:

Alcuni giorni fa un anziano signore entra negli uffici del giudice Jaberi, responsabile della "sezione esecuzioni delle condanne a morte della procura di Teheran". E gli dimostra la carta d'Identità di una donna di nome khorshid( il sole), chiedendogli la consegna del cadavere della donna chw è stata impiccata con il nome di Soheila Ghadiri. L'anziano signore si presenta come lo zio della donna di cui è apparso sui giornali la foto e la notizia dell'impiccagione. Il giudice Jaberi dice di "non conoscere questo nome" e che non gli risulta tra le persone impiccate recentemente. Ma l'anziano signore insiste aggiungendo che la donna impiccata due settimane fa non si chiamava Soheila Ghadiri ma si chiamava Khorshid e che il nome era inventato da lei per non rovinare la reputazione della famiglia.
Lo zio di Khorshid aggiunge che 10 anni fa il padre della donna fu ucciso in una rissa e lui si era incaricato di adottare la famiglia della sorella coi figli portandoli nella sua città nel sud dell'Iran sistemanoli in una casa in affitto. Ha poi raccontato che Khorshid era una bella ragazza e il padre la costringeve di uscire nelle strade e di vendere le sigarette .
Dopo alcuni mesi Khorshid decide di fuggire dalla nuova città e di rifugiarsi a Teheran dove avrebbe avuto più occasioni per una sistemazione migliore.
Purtroppo la città di Teheran è stata poco clemente con lei e l'ha abbandonata nelle mani degli uomini che si approfittavano di Lei tenendo conto anche delle sue condizioni mentali critiche. Khorshid ha raccontato che le "case abbandonate erano il suo letto e il cielo la sua coperta". Avevao vissuto nel caldo e freddo della città di Teheran rifugiandosi nelle zone e palazzi abbandonati dove veniva spesso aggredito e sfruttato da altra gente che si trovavano nelle stesso condizioni sue.
Khorshid rimane incinta e prima del parto viene portato in una casa per le mamme abbandonate e dopo 5 giorni dal parto sgozza il figlio. In tribunale durante il processo gridava:" lo ammazzato per amore non volevo che si trovasse nelle mie stesse condizioni non sapevo come crescerlo". Khorshid viene condannata dalla ingiustizia islamica del regime khoeminista a morte per impiccagione. Non aveva soldi per nominare un avvocato. Lei si rassegnò alla sentenza del giudice. Non fece nulla contro la condanna a morte. La riteneva una sua liberazione. Infatti non ne parlo mai coi familiari che ognitanto contattatva per avere un pò di soldi per comprare la frutta!

Nel carcere di Evin, un giorno Khorshid parla con una sua assistente sociale del e le confessa la sua vera storia e identità chiedendole di contattare lo zio per avere un pò di soldi. L'assistente sociale la mette in contatto con lo zio che dopo averla sentito le "grida ti devono impiccare". Dopo la telefonata l'uomo si pente del suo comportamento e si mette nuovamente in contatto con Khorshid che gli racconta la sua storia e l'uccisione del figlio di 5 giorni chiedendogli un pò di soldi per comprare la frutta:" Zio qui ci danno solamente da mangiare ma la frutta la dobbiamo comprare noi. sono tre anni che non mangio la frutta. Qui quando le amiche mangiano la frutta io le guardo e basta. portami per favore un pò di soldi. Zio qui non ho detto a nessuno che ho la famiglia. A tutti ho raccontato di essere sola e di non avere familiari. Qui mi sento sola e isolata ed estranea, aiutami per favore. ho tanta voglia di mangiare un pò di frutta!" L'anziano signore racconta al giudice che a causa della sua pessima situazione economica non ha potuto esaudire il desiderio della nipote e racconta ancora che alcune settimane fa riceve ancora una telefonata di lei in cui Khorshid chiedeva di "poter vedere per ultima volta la madre" senza dire che sarebbe stata impiccata fra pochi giorni ma lo zio non ha ancora potuto esaudire questo desiderio per le pessime condizioni di salute della madre. Khorshid non aveva mai detto alla famiglia che è stata condannata a morte da un regime che nl nome dell'Islam ha fomentato nei suoi trentanni di maligno regno solamente la violenaza e la povertà e la fame. Khorshid si prostituiva per la fame e la miseria in cui si trovava. Il caso di Khorshid ha scosso duramente la coscienza degli iraniani e di tutti quanti che hanno saputo della sua storia post-mortum. E' stata la donna più povera e più sola. Dopo l'impiccagione avvenuta, quando il funzionario del carcere di Evin è uscito dal cancello per chiamare i suoi familiari ha incontrato un silenzio assoluto tra i presenti. Non aveva nessuno fuori dal cancello per ritirare il suo corpo distrutto e soffocato dalla furia disumana del regime di Ahmadinejad.
"Il Sole" è stata impiccata per ordine del giudice Jaberi assieme al suo amore e all'ultimo desiderio: vedere e abbracciare la mamma per ultima volta!
Khorshid, Sole, sei viva nei nostri ricordi.
karimi davood

UNA BUONA NOTIZIA DALL'IRAQ: FONDATO IL MOVIMENTO NAZIONALE IRACHENO


Nella foto: Dott. Saleh Motlak e Dotto Ayad Allawi


LA NUOVA FORMAZIONE E' UNA VITTORIA PER IL POPOLO IRACHENO E UNA DURA SCONFITTA PER IL REGIME DEI MULLAH DI TEHERAN

I sei soldati uccisi in Afghanistan da parte del terrorismo di Ahmadinejad e Khamenei
La formazione della nuova creatura politica in Iraq, composta dall'unione di due movimenti di grand rilievo nella lotta al fondamentalismo e al terrorismo iraniano permetterà agli iracheni di avere una maggiore sicurezza nelle battaglie politiche parlamentari futuri.La nuova creatura si chiama Il Movimento Nazionale Iracheno. E' composto dal connubio tra il movimento Vefagh Melli guidato dal dott. Ayad Allawi, ex primo ministro, e il Fronte del Dialogo Nazionale guidato dal dott. Saleh Al Matlak. Entrambi uomini politici godono un grande consenso popolare interna ed internazionale e in passato hanno subito numerosi attentati terroristici orchestrati e guidati dal regime iraniano contro i loro parenti, familiari e loro stessi. Questo movimento diventerà una roccaforte e una dica contro l'avvanzarsi delle interferenze di Teheran per cui dovrà essere supportato e aiutato da coloro che stanno cercando di stabilizzare la situazione politica del paese. Naturalmente Teheran ha minimizzato la formazione di questo movimento e cercherà di contrastarlo e colpirlo sia fisicamente che politicamente.
La tv Aljazira trasmettendo un servizio su questo avvenimento ha detto che l'obiettvo della nuova formazione è "creare delle opportune condizioni politiche nazionali per porre fine alle tendenze tribali in Iraq".
Secondo me, e conoscendeno entrambi i personaggi, avendo ospitato in Italia numerosi uomini e donne irachene legate a questi due uomini politici, ritengo una grande conquista per il popolo iracheno che da anni è bersagliato e colpito costantemente da parte del terrorismo iraniano. Ritengo opportuno e doveroso fare i nostri migliori auguri al popolo iracheno, al Movimento Nazionale Iracheno, al dott. Allavi e al dott. Motlak sperando che possano solidificare sempre di più l'unità del paese che oggi è sotto la minaccia iraniana. Questo evento è un primo passo verso un futuro parlamentare sano e privo di tensioni. Naturalmente non dobbiamo dimenticare che fin quando esiste il regime iraniano nè il popolo iracheno, nè il popolo americano, nè il popolo palestinese e nè il popolo israeliano vedranno la pace, la tranquilità e la sicurezza. Ormai il medioriente e in particolare modo Iraq, Afghanistan e Pakistan sono diventati, per il regime iraniano, un triangolo di tiro al bersaglio contro gli americani e le forze stranieri. I 6 soldati uccisi recentemente in Afghanistan sono stati colpiti direttamente dai sicari e terroristi mandati dal regime di Ahmadienjad.
In questo quadro drammatico e triste in cui l'intero mondo sta diventando vittima delle infiltrazioni del terrorismo iraniano ritengo opportuno sollecitare e aiutare coloro che sono contrari alle interferenze iraniane di riunirsi attorno ai tavoli di trattative e di dialogo e di comporre dei gruppi unici di lavoro. La mia esperienza trentennale mi permette di suggerire due parole: "resistenza e fermezza" come l'unica cura contro il fondamentalsimo islamico di matrice khomeinista senza le quali l'espansione della repubblica islamica spazzerà tutti i fini e confini regionali e mondiali issando la bandiera dell'islam khomeinista perfino nel giardino della Casa Bianca. In quel giorno al posto del presidente Obama avremmo un Ayattollah Obama!
karimi davood, analista politico

sabato 31 ottobre 2009

Appello urgente per salvare la vita di Mahmoud Vahidnia studente che ha sfidato pubblicamente Khamenei


Nella foto Mahmoud Vahidnia, studente dell'università Sharif di Teheran
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia è profondamente preoccupata per la sorte dello studente della facoltà di matematica dell'università Sharif di Teheran che ha pubblicamente sfidato il capo del terrorismo iraniano e mondiale Ayatolterrore Ali Khamenei e lancia un urgente appello al governo italiano, alle istituzioni per i diritti umani e a tutti coloro che hanno al cuore la questione dei diritti umani di mobilitarsi per salvare la vita di Mahmoud Vahidnia che attualmente si trova nelle carceri della sezione di Informazione della Sepah Passdaran. Vahidnia avendo sfidato pubblicamente khamenei rischia seriamente la vita. Il governo italiano avendo buoni rapporti con Teheran può usare i suoi buoni canali per intervenire a favore di tutti prigionieri politici e in particolare per salvare la vita di Vahidnia.
Karimi Davood, presidente dell'associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia
Email del ministro degli esteri On. Franco Frattini: franco.frattini@esteri.it,
segr-co@cert.esteri.it

mercoledì 28 ottobre 2009

LE IMPRONTE DEL REGIME IRANIANO NEL TRIANGOLO DELLA MORTE. NUOVO ATTENTATO IN PAKISTAN.



Anche oggi il regime dei mullah non ha risparmiato delle innocenti vite umane dalle sue furie disumane. Ormai è da settimane che gli iraniani stanno colpendo costantemente il trio Pakistan, Afghanistan e Iraq fomentando la paura e il terrore tra la popolazione civile. Ormai questi tre paesi sono diventati un campo di battaglia, dove i terroristi di varie nazionalità comandati dal capo supremo iraniano Ayatolterrore Ali Khamenei, attraverso l'uso del terrore e della violenza cercano di persuadere e costringere gli americani di lasciare l'Iraq e Afghanistan e in seguito anche il medioriente. In una recente riunione, secondo quanto mi hanno riferito alcune fonti interni, Ali Khamenei ha ordinato l'incremento e l'inasprimento delle azioni terroristiche in particolare modo contro i civili. Naturalmente dopo ogni azione i mass media locali vicini all'Iran cercano di fomentare il malessere tra la popolazione attribuendo la responsabilità di tutto ciò alla presenza degli americani. Un altro motivo di tale inasprimento della violenza va letto nel contenzioso nucleare iraniano. I mullah stano conducendo una doppia trattativa( verbale e violento), basata su un doppio binario per quanto riguarda la bomba atomica e l'arricchimento dell'uranio. Sul primo ci sono le famose trattative che stano durando da anni e hanno come l'obbietivo l'acquisizione del tempo prezioso per completamento del programma atomica militare e per allontanare lo spetro di una reazione violenta della comunità internazionale. Sull'altro binario esiste la macchina del terrore e del terrorismo che si regola e si adegua coi passi della diplomazia del dialogo. Dove quest'ultimo è in difficoltà ci si arriva come un fulmine a ciel sereno e sblocca la situazione. Non dobbiamo dimenticare che la politica di accondiscednza su cui regge il lato delle trattative è talmente debole che di fronte ad ogni attacco del regime iraniano alza le mani e cerca di accettare la politica di ricatto dei mullah.
Se guardiamo con attenzione al numero crescente degli attentati e al numero dei morti degli ultimi attentati avvenuti in Afghanistan, in Iraq e in Pakistan ci rendiamo conto della situazione attuale e delle difficoltà in cui ci si trova l'Europa e l'America.
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia esprime le sue condoglianze ai familiari delle vittime del terrorismo iraniano e condanna fermamente le interferenze terroristiche iraniane in questo triangolo della morte e delle violenza e a gran voce dichiara che l'unica via per porre termine a tutto ciò è la strada designata dal nostro presidente Maryam Rajavi:" Non alla guerra, non alla politica di accondiscendenza e si al popolo iraniano e alla sua leggittima resistenza". Secondo me la terza via è quella piu' conveniente sia per il popolo iraniano che per il resto del mondo. L'esperienza di questi ultimi 6 anni hanno dimostrato l'inefficienza della politica di accondiscendenza di Khavier Solana che ha solamente contribuito ai mullah di temporeggiare e far perdere il tempo degli europei continuando costantemente a lavorare sull'arricchimento dell'uranio e sulla costruzione della bomba atomica. Il costante lancio dei vari missili negli ultimi tempi ne è una valida prova di tutto ciò.
karimi davood, analista politico iraniano

AFGHANISTAN: NUOVO ATTENTATO DEL REGIME IRANIANO CONTRO L'ONU

Nuovo attentato del regime iraniano contro la comunità internazionale.
Ogni volta che ci avviciniamo ai momenti cardini nelle trattative sul nucleare iraniano spuntano puntualmente le artiglie del regime khomeinista che feriscono il cuore dell'umanità.
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia condanna fermamente questo attentato e porge le sue profonde condoglianze alle famiglie delle vittime e al segretario generale dell'ONU signor Ban Ki Moon.
Karimi Davood

martedì 27 ottobre 2009

BOMBA ATOMICA ISLAMICA IRANIANA: SOLANA, LA VERA PREDA DEL REGIME DEI MULLAH



SOLANA PESTA L'ACQUA NEL MORTAIO
-IL REGIME DEI MULLAH NON RISPONDERA' MAI E MAI ALLE SUE SOLLICITAZIONI MESCHINI
TEHERAN RICONOSCE SOLAMENTE LA LINGUA DELLA FORZA
-IL DIALOGO E' IL PEGGIOR NEMICO DELL'EUROPA E DELL'AMERICA
ATTRAVERSO IL DIALOGO IL REGIME DI TEHERAN CERCA DI RIGUADAGNARE IL TEMPO PREZIOSO PER COMPLETAMENTO DELLA BOMBA ATOMICA
-I MULLAH NON SI RITIRERANNO MAI E MAI DAL LORO AMBIZIOSO PROGETTO PER LA COSTRUZIONE DELLA BOMBA ATOMICA ISLAMICA
KHOMEINI L'HA CHIAMATO " LA GARANZIA PER LA SOPRAVVIVENZA DELLA REPUBBLICA ISLAMICA IRANIANA"
-CHI VIVE NELL'UTOPIA DI PERSUADERE I MULLAH A DESISTERE DAL COSTITUIRE LA BOMBA ATOMICA E' IL PEGGIOR NEMICO DEL MONDO CIVILE DI OGGI
-CONSEGNARE NELLE MANI DELLE PERSONE INCOMPETENTI LE TRATTATIVE SUL NUCLEARE IRANIANO E' IL PEGGIOR ERRORE DELLA POLITICA EUROPEA


E' da anni che vado dicendo che il regime dei mullah ha un programma atomico militare e che per mantenerlo e portarlo a termine è disposto a scednere in conflitto e di trascinare il mondo intero nella più catastrofica guerra mondiale. In questi anni, il regime iraniano, specialmente dopo le giuste e ammirevoli rivelazioni della resistenza iraniana sulla esistenza di una ampio programma atomico militare nascosto per ben 18 anni,ha scelto la tattica di "staffetta" politica e diplomatica incaricando ogni tanto un uomo diverso da quello precedente per intavolare i negoziati sul suo nucleare. Obiettivo di tale operazione di intelligence è stato quello di riguadagnare il tempo, come elemento essenziale e prezioso per la costruzione della bomba atomica. Qui devo specificare che il tempo è uno dei fattori fondamentali per completamento del progetto atomico militare. Per risalire alle vere intenzioni di Teheran non bastano cercare solamente le prove e gli indizi che per fortuna non mancano. Basta guardare a come si comporta per temporeggiare e per prendere per fondo schiena l'intero mondo ed il responsabile per la politica estera dell'Unione Europea, Solana, che secondo me è la vera preda del regime iraniano. Naturalmente anche Solana ci sta in questo gioco anche perchè lui stesso è il frutto della politica di accondiscendenza euroamericana . Solana and compagny cercano di domare il mostro attraverso l'offerta delle carote arricchite al compiacenza politica e delle bastonate sulla testa della resistenza e dell'opposizione contro il regime dei mullah. Naturalmernte le carote ingrandiscono il mostro e le bastonate e gli impedimenti indebboliscono la popolazione. Invece secondo me, se, l'Europa ha veramente intenzioni serie di impedire al regime di costituire la bomba islamica deve per forza schierarsi e allinearsi con la popolazione che è stata esclusa volontariamente dalle trattative. E' l'unica via efficace e veloce per costringere i mullah di Teheran a ritirarsi e smettere di minacciare l'intero mondo con la loro politica del terrorismo e del ricatto. Gli ultimi attentati terroristici in Iraq devono insegnare qualcosa a coloro che si sentono di avere la facoltà divina di sostituire altri popoli per decidere sulla loro sorte. La questione atomica ddei mullah fa parte integrante della politica della repressione e della violenza e del terrorismo di cui il popolo iraniano è la maggiore vittima e nei trentanni passati ha pagato un duro tributo di sangue e di dolore. Allore secondo me finchè l'Europa esclude la popolazione iraniana ed insiste sulla via diel "dialogo-monologo" con il regime "sordo" di Teheran non guadagnerà nemmeno un piccolo passo positivo ma in cambio avrà sempre maggiori gradimenti del capo supremo del terrorismo mondiale appunto Ayattollah khamenei. Anche perchè stare al gioco di "tira e molla" fino ad oggi ha favorito solo i mullah. Vorrei che Solana facesse un esame di coscienza e di rivedere la sua politica valutando i risultati di questi 6 anni perduti nei vari coridoi della politica di accondiscendenza favorendo solamente e solamente la costruzione della bomba atomica islamica con cui Teheran cercherà di costruire il suo impero islamico mondiale con delle dimensioni catastrofiche per tutto il mondo. Quel giorno il mondo intero sarà ricattato da Teheran che sarà riuscito ad imporre agli americani un presidente-mullah con il "turbante e mantello neri" e agli europei un mullah-responsabile per gli afari esteri con il "turbante e mantello bianchi"!
karimi davood, analista politico iraniano







IRAN: SOLANA, DA TEHERAN ANCORA NESSUNA RISPOSTA
27-10-2009 - 10:16


27-10-2009 - 09:40Lussemburgo, 27 ott. - (Adnkronos/Aki) - L'Iran non ha ancora risposto all'ultima offerta del 5+1, i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu e la Germania. Lo ha detto l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue, Javier Solana, giungendo a Lussemburgo per la seconda giornata dei lavori del Consiglio Esteri a Lussemburgo.

lunedì 26 ottobre 2009

Messaggio di auguri al On. Pier Luigi Bersani nuovo segretario del partito democratico


A nome dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia desidero esprimere i nostri migliori auguri di buon lavoro al nuovo segretario del Partito Democratico italiano Pier Luigi Bersani augurandogli tantissimi successi e molta determinazione e fermezza nella lotta al fondamentalismo islamico di matrice khomeinista che oggi colpisce indistintamente tutti i popoli violando fini e confini arrivando nel cuore dell'Europa e dell'America. Speriamo che in questo cammino il Partito Democratico Italiano, sotto la maestosa guida del nuovo segretario Bersani, possa creare uno spazio e un'atmosfera di serenita' e di collaborazione sul piano politico interno e di supporto per coloro che combattono quotidianamente la vera minaccia del terzo millennio.
Auguri Segretario Bersani
Davood Karimi, presidente dell'Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia

domenica 25 ottobre 2009

IL REGIME DI AHMADINEJAD E' AUTORE E RESPONSABILE DEGLI ATTENTATI IN IRAQ


nella foto i 6 soldati uccisi in Afghanistan
Il regime dei mullah ha nuovamente ripreso la sua politica interventista- terroristica in Iraq per destabilizzare ulteriormente già una precaria situazione politica su cui è seduto il premier Almaleki.
Naturalmente questi ultimi attentati sono anche una chiara risposta alla decisione della magistratura irachena sullo scagionamento dei 36 ostaggi iraniani da qualsiasi accusa e di liberarli e mandarli nel campo di Ashraf.
Finchè il presidente di colore americano porta avanti la politica di"mano tesa", il regime di Ahmadienjad userà tutti le sue poyenzialità e mezzi per destabilizzare non solo Iraq bensi tutta la regione a partire dalla questione israelo-palestinese fino all'Afghanistan dove ultimamente le bombe mandate da Teheran hanno ucciso 6 soldati italiani. Questa ondata di violenza contro i civili iracheni è il frutto della politica di debolezza del presidente Obama e della politica di accondiscedenza europea. Ribadisco ancora una volta che fin quando il regime dei mullah resta al potere non farà altro che spargere il sangue del popolo iraniano e di altri popoli e non permetterà mai al mondo di restare in una situazione di tranquilità e di pace. E' la vera minaccia del terzo millennio. Se qualcuno è convinto che potrà domare questo mostro attraverso i pacchi incebtivi e la repressione della sua opposizione si troverà prima o poi nelle bestiali tenaglie di questo regime per passare gli ultimi istanti della vita. Il regime dei mullah non ha mai avuto uno occhio di riguardo per chi lo ha sostenuto e incoraggiato e coperto le sue azioni terroristiche. Prima o poi farà quello che farà coi propri terroristi e agenti. Al momento opportuno gli fara passare sulla testa un camio pieno di mattonelli!
Incidente stradale!
Associazione rifugiati politici iraniani residenti in Italia condanna fermamente questi disumani attacchi contro i civili e esprime le sue profonde condoglianze ai familiari delle vittime e augura una pronta guarigione per i feriti.
karimi davood

Iraq: attentati Baghdad, 132 morti
Continua a salire il bilancio delle vittime, oltre 500 i feriti
25 ottobre, 14:04



(ANSA) - BAGHDAD, 25 OTT - E' salito a 132 vittime, oltre a piu' di 500 feriti, il bilancio del duplice attentato di stamani a Baghdad.E' uno dei piu' sanguinosi compiuti quest'anno nella capitale. Lo ha riferito la polizia. La prima autobomba e' esplosa alle 10:30 (8:30 Italia) in via Haifa, investendo i ministeri di Giustizia, Lavoro e Affari sociali. Dieci minuti piu' tardi nella stessa via, una seconda vettura ha seminato la morte nei pressi del governatorato provinciale di Baghdad.

PREMIO ROBERTO ROSSELLINI A NEDA, SIMBOLO DELLA RESISTENZA IRANIANA



Il premio Roberto Rossellini, dedicato a Neda e ritirato dalla signora Shahrzad Sholeh, presidente dell'Associazione Donne ddemocratiche iraniane in Italia

Il premio Roberto Rossellini dedicato a Neda, simbolo della resistenza e della rivolta iraniana


NELLA FOTO SHAHRZAD SHOLEH INSIEME AL SIGNOR RENZO ROSSELLINI
COMUNICATO STAMPA
Samar Minallah a Maiori per ricevere il premio Roberto Rossellini
alla decima edizione del Premio Internazionale Roberto Rossellini Maiori Film Festival
Centro Congressi Hotel Pietra di Luna
Maiori 24 ottobre 2009
Ingresso gratuito


La serata di gala del Premio Internazionale Roberto Rossellini Maiori Film Festival ha concluso a Maiori, sabato 24 ottobre, al Centro Congressi dell’Hotel Pietra di Luna, la manifestazione intitolata al maestro del neorealismo, dopo una settimana ricca di proiezioni ed incontri che, hanno riguardato la filmografia al femminile con lo sguardo rivolto ad alcune delle problematiche che, in ogni parte del mondo, ancora sono di ostacolo alla piena affermazione e alla tutela della dignità della donna.
Il galà di chiusura, (ore 19.30), condotto dall’attore positanese Gianmaria Talamo insieme ad Antonella Graziano e alla giovanissima compagnia dei Murattori (Marta Strazzocco, Giovanna Parlato, Anna Fusco, Vincenzo Mascolo, Vito Mascolo, Gabriele Fusco, Salvatore Iaccarino), ha visto l’assegnazione del premio Rossellini 2009, attribuito ad artisti o personalità attenti alle problematiche sociali del nostro tempo.
Numerosi i riconoscimenti che sono stati attribuiti in questa decima edizione nel ricordo di Roberto Rossellini.
Destinatari: Carlos Pronzato per il documentario “Madres de Plaza de Mayo, memoria, verdade, justicia” film indipendente del video maker italo-argentino. Le testimonianze delle madri di Plaza de Mayo 32 anni dopo. Uno dei più grandi movimenti per i diritti umani del novecento creato e portato avanti da sole donne. Un'azione civile e politica straordinaria, di risonanza mondiale ma che - nonostante tutto - esiste ancora, in attesa delle verità che governo e militari ancora nascondono.
Il primo film animato palestinese “Fatenah” del regista Ahmad Habash, realizzato con il sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. E’ basato sulla vera storia di una donna di Gaza che scopre di avere un tumore al seno, e tenta di curarsi.
Belén Macìas per il film “El Patio de mi carcel” (Spagna 2008). Storia di donne: donne escluse, recluse. Isa, rapinatrice; Dolores, rom uxoricida; Rosa, prostituta innamorata; Ajo, pronta a tutto per amore; Luisa, colombiana innocentemente colpevole. L’arrivo di Mar porterà una ventata di speranza, coinvolgendo le donne in un viaggio verso la libertà.
Will Raee per il progetto di film Girl Soldier, di cui Raee è per l’appunto il regista. Adattamento cinematografico del libro Stolen Angeles di Kathy Cook, il film vedrà Uma Thurman rivestire i panni di suor Coraline, il cui vero nome è Rachele Passera, religiosa che si oppose ai signori della guerra ugandesi. Il 30 ottobre 1996, i guerriglieri del Lord Resistant Army assaltarono il St. Mary’s College di Aboke, una scuola gestita da sei suore italiane. Rapirono 139 ragazze tra i 13 e i 16 anni. Suor Rachele Passera inseguì i ribelli e riuscì a tornare a casa con 109 studentesse.
Sharzad Sholeh e Davood Karimi, rispettivamente l’una presidente delle Donne Democratiche Iraniane in Italia e l’altro presidente dell’associazione Rifugiati politici iraniani in Italia, in nome di Neda, la ragazza iraniana trucidata e divenuta simbolo della protesta contro il risultato delle elezioni presidenziali iraniane.
Samar Minallah condannata a morte per il video che ha ripreso la diciassettenne flagellata dagli integralisti talebani in Pakistan. Da oltre 20 anni dedica tutte le sue energie alla lotta per l’emancipazione femminile nelle «zone tribali» e nel Pakistan rurale. A questo fine ha fondato una sua organizzazione non governativa, la Ethnomedia. Un suo video qualche anno fa venne anche premiato alle Nazioni Unite per il coraggio con cui denunciava la tradizione di far sposare donne bambine agli anziani per dirimere le dispute tra clan rivali.



INFO: UFFICIO STAMPA GIOVANNA DELL’ISOLA A.A.S.T. Maiori 089877452
Cell. 3393017395 – www.premiorossellini.com

giovedì 22 ottobre 2009

il regime misogino dei mullah ha impiccato la donna più povera e più sola dell'Iran


Nella foto Soheila Ghadiri, impiccata domenica scorsa nel carcere di Evin di Teheran


Domenica scorsa, la sala delle impiccagioni di Evin a Teheran ha ospitato e ha accolto tra la sua fune la donna più sola e più povera del paese. La donna si chiamava Soheila Ghadiri, 28 anni che per "amore" aveva ucciso il suo figlio di appena 5 giorni. Soheila era arrivata a Teheran dal Kurdistan quando aveva appena solo 18 anni. Era una ragazza semplice della campagna. Era sola e non aveva nessuno e passava le sue giornate tra i parchi e zone appartate di Teheran mendicando e prostituendosi. Ha passato molti anni dormendo nel caldo e nel freddo della città nei parchi e nei palazzi abbandonati. Era caduta molte volte tra le btaccia di coloro che la volevano per quei pochi minuti e basta. Soheila non aveva mai provato amore e accarrezze. Aveva subito solo violenze e attenzioni sessuali delgi uomini che l'abbandonavano a volte nemmeno pagando il prezzo della prestazione! Soheila non aveva mai visto il calore e la protezione di una casa propria. Soheila non aveva vista e provato il piacere di preparare un minestrone caldo quando il gelo di Teheran arrivava sotto lo zero. Soheila non aveva mai provato il piacere di sentire la parola " augrui, buon compleanno"! Soheila non aveva provato mai la soddisfazione di avere un vestito nuovo. Soheila non aveva mai provato il piacere di avere una accarrezza oppure una parola di dolcezza quando nel suo grembo cresceva una creatura, frutto di una delle tante violenze sessuali subite nelle sue notti di solitudine. Soheila viveva nell'incubo del futuro del suo figlio. Soheila non voleva consegnare alla società una creatura che finisse come lei nella più sperduta zona della società iraniana. Dove, nel nord di Teheran i cani randaggi sono più sazzi dei bambini che popolano la zona sud della città. Le uniche accarezze ricevute da Soheila provenivano dagli uomini poveri o ricchi che l'avrebbero abbandonato subito dopo la fine del rapporto. Soheila era arrivata a Teheran per costituirsi una vita migliore. Il frutto di questa vita fu un bambino che, Soheila, come aveva molte volte gridato in tribunale, amava e non voleva che diventasse come lei un oggetto di piacere oppure un uomo vagabondo. Per amore, dopo 5 giorni dal parto, soheila uccide il suo " amore" e chiama la poliza dicendo di aver sgozzaato il figlio. Durante il processo Soheila aveva gridato che ha "ucciso il figlio solo per amore e basta". Ma il regime misogino dei mullah ha voluto vendicarsi di Lei perchè si era macchiata del sangue di un "maschio". Nella maligna legislatura del regime fondamentalista iraniana se "un padre uccide la figlia" può essere perdonato e liberato. Ma se una donna per qualsiasi motivo uccide il figlio deve passare gli ultimi secondi della sua vita nella " stanza della morte del carcere di Evin" accompagnato da una fune che la accompagnerà fino al di la! Questo è la giustizia di un regime che discrimina le donne e riconosce molteplici diritti al genere maschile.
Soheila non aveva un avvocato del taglio del premio Nobel che la difendesse e la scagionasse dalla terribile accusa di essere assassina del figlio. Soheila, povera, prostituta e minorata mentale aveva solo alcuni metri di fune che la attendeva nella stanza della morte per liberarla da questo regime misogino e fondamentalista che ha speso miliardi di dollari per costituire la sua bomba atomica islamica e per finanziare i gruppi terroristici del mezzo mondo.
Le nostre più sentite conoglianze a tutte le donne e mamme del mondo.
Cara mia sorella Soheila sei e rimani nei nostri cuori!
Nell'Iran di domani ci ricorderemo di te come la mamma più bella del mondo.
Karimi Davood

 
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